La Corte costituzionale, ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 26, commi 2 e 3, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 (cosiddetto spalma incentivi).

La Corte costituzionale, ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 26, commi 2 e 3, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 (cosiddetto spalma incentivi).
24 gennaio 2017 GKHC
In Aggiornamento Normativo

normativa

 

 

 

La norma prevedeva, per gli impianti di potenza superiore a 200kW, tre possibilità di scelta: a) prolungamento del periodo di incentivazione da 20 a 24 anni, con riduzione percentuale della tariffa; b) mantenimento dell’incentivazione ventennale con un primo periodo di riduzione dell’incentivo e un secondo periodo di fruizione dell’incentivo incrementato secondo percentuali definite dal Mise; c) mantenimento del periodo ventennale, con tariffa ridotta per il periodo residuo di diritto all’incentivo, diversificata in base alla potenza dell’impianto. La scelta doveva essere effettuata entro il 30 novembre 2014, in caso contrario sarebbe stata applicata in automatico l’opzione c).

La vicenda ha visto contrapporsi, da un lato, le ragioni dei ricorrenti, che denunciavano – tra l’altro – l’abuso della decretazione d’urgenza e la lesione del principio di affidamento dei produttori di energia; dall’altro lato, le argomentazioni del GSE e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Consulta non ha ritenuto di accogliere le doglianze dei ricorrenti, salvando così la norma spalma incentivi dalle censure di incostituzionalità.

                                                                                              Avv. Stefania Gorgoglione

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